Cosa mi rimarrà del matrimonio di Alessandra e Walter? Davvero tanto.
Di sicuro loro due, perchè anche stavolta il rapporto che si è creato è da tenersi stretto. Dall’iniziale imbarazzo del primo scatto durante l’engagement in Bergamo Alta, al matrimonio come fossimo amici da anni, adoro questa cosa.
Tenuta Cascina dei Frati: una location per me nuova, che mi è piaciuta sin da subito, chi la gestisce è merce rara, persone simpatiche, disponibili, pronte a tutto per collaborare… non è sempre così, grazie davvero di cuore a Almeida e Romeo.
Vogliamo parlare di Sofia, la persona che ha cucito, su misura l’abito di Alessandra? Di cosa riesce a creare con ago, filo ed un po’ di tessuto? Splendida come designer di abiti e persona davvero squisita.
E gli addobbi floreali? Meravigliosi! Grazie Erica, di “nonsoloerica“!
E che dire di Laura? Che con la sua simpatia ha movimentato i momenti del trucco e dell’acconciatura?
Finisco le citazioni con un’altra Laura, la Videomaker, incredibile la sintonia che si è creata sin da subito, la adoro, non posso non dirlo!
Grazie a tutta la squadra che ha reso bellissimo questo evento quindi, chissà chi incontrerò di nuovo sul mio cammino, io spero tutti.
Ma come ho raccontato la giornata senza bloccare gli sposi?
Fotografo matrimoni Brescia Bergamo
Io parto da un’idea semplice: il matrimonio va vissuto, non messo in pausa per le foto.
Per questo ho scelto di raccontare questa giornata senza fermare continuamente gli sposi con “mettetevi qui”, “guardate di là”, “rifacciamo”, che poi è il mio stile da quasi 20 anni.
Mi muovo in mezzo alle persone in modo discreto, quasi invisibile,
lasciando che tutto succeda davvero:
abbracci stretti, risate fuori luogo, lacrime che arrivano quando vogliono loro,
non quando lo decido io.
Non costruisco scenette, non chiedo di rifare i momenti “per la foto”.
Se è successo, l’ho preso. Se non è successo, no.
Preferisco mille volte un istante imperfetto ma autentico,
piuttosto che una posa finta con il sorriso di plastica.
L’unica parentesi “guidata” che mi concedo è per qualche ritratto di coppia:
niente contorsioni, niente pose da copertina forzata.
Li porto in una buona luce, li lascio respirare, parlare tra loro, ridere,
e intanto scatto.
Il resto della giornata è tutta loro: io seguo, osservo, racconto.
Il risultato?
Un reportage che non sembra un set fotografico,
ma il loro matrimonio: grezzo, vero, a volte un po’ storto,
esattamente come sono le emozioni quando non le controlli.
Nel frattempo, se stai ancora cercando il fotografo per il tuo matrimonio, sentiamoci, sarò lieto di fornirti tutti i dettagli ed i costi del servizio.

